
IL COLLEGA HAMID
INTERVISTA ALLA TV DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL'IRAN

TALAL KHRAIS
Mercoledì 3 marzo la polizia italiana ha arrestato due iraniani, uno è Hamid Masumi Nejad, corrispondente dell’IRIB in Italia. Tra i capi d'accusa; spionaggio e traffico d’armi per il governo iraniano. Lei in più occasioni ha collaborato con Masoumi Nejad, qual'è stata la sua impressione e cosa pensa dell'accaduto?
Io conosco Masoumi Nejad da tantissimi anni, non da un giorno, lui è stato un vero corrispondente dal punto di vista professionale, aveva una qualità molto importante e purtroppo non so come è uscita fuori questa storia, ci sono delle interrogative molto forti. Io lo vedevo dalla mattina fino alla sera e lavoravamo insieme.
Lui non aveva nemmeno tempo per andare a mangiare perché il lavoro nella televisione è un lavoro molto difficile. Io vedo che in Italia ogni tanto escono delle storie però purtroppo quando viene fuori la notizia deforma l'immagine dalle persone e poi magari dopo due o tre giorni le rilasciano dicendo che non c'era niente contro di loro, questa è una delle cose che io ho sempre osservato dal 1980 fino ad oggi. In Italia le persone vengono arrestate con l’accusa di terrorismo o di spionaggio e poi vengono rilasciate e quando vengono rilasciate purtroppo i giornali non danno la notizia che meritano. Io personalmente non posso credere che Masoumi Nejad che è molto legato all'Italia, che ama Italia e ama il suo paese, che ha lavorato molto bene qui e che ha avuto delle amicizie stime possa in nessun modo essere coinvolto in nessuna delle cose che gli vengono rivolte e poi lui è solo accusato, secondo alcuni dichiarazioni, di aver violato l'embargo nei confronti dell'Iran; vuol dire comprare armi per l'Iran, però passando tramite l'Italia e gli Emirati Arabi.
Quali sono stati i capi d'accusa?
I capi d'accusa sono la violazione dell'embargo, quello che ho visto nella conferenza stampa fatta dal capo della polizia di Milano. È stato solo questo, non si è parlato né di spionaggio né di altre accuse. Qui (in Italia, ndr) purtroppo non c'è controllo sulla stampa. (I giornali, ndr) dicono di tutto, parlano male del premier dalla mattina fino alla sera, parlano male dei ministri, dicono delle cose inesatte. Ecco che vediamo il premier Berlusconi sempre in conflitto con la stampa e con la magistratura perché ci sono delle cose che non inquadrano, allora montano le notizie; montare le notizie su Masumi Nejad è molto molto poco rispetto alle notizie che vengono montate su ministri dello Stato italiano.
Ma la stampa italiana parla di accuse gravisssime tra cui lo spionaggio e il traffico d'armi...
Perché purtroppo qui la stampa è una stampa concorrente, una stampa commerciale che vuole fare sempre notizie non solo su di lui ma su tante altre persone, anche su personaggi del mondo arabo anche su personaggi dell'Iran. Secndo me queste cose saranno smontate presto e Masoumi Nejad sarà libero e tornerà al suo posto, solo che mi dispiace molto che quello che hanno fatto già, hanno pubblicato brutte notizie (su di lui, ndr) ed gli hanno fatto dei danni. Quando Masoumi Nejad viene rilasciato, lo Stato iraniano deve quindi chiedere delle scuse da parte del governo italiano perché io non penso in nessun modo che il collega Masoumi Nejad abbia a che fare con delle cose illegali, lui quando voleva prendere delle immagini nel Vaticano, lavorava tutto il giorno per ottenere le autorizzazioni. Lui è stato tra i più corretti dal punto di vista legale, io lo conosco, ho lavorato con lui e non ho nessun dubbi a riguardo.
L’arresto del giornalista iraniano, Masoumi Nejad, secondo Lei è dovuto davvero dalle questioni di sicurezza o giuridiche o anzi centrano solo le cause politiche?
Io veramente non posso interferire negli affari che riguardano la Magistratura. Ora noi non stiamo parlando nemmeno della Magistratura, stiamo parlando di un atto di polizia, di un'azione da parte della polizia.
Ancora non sappiamo delle indagini, solo che un atto di polizia può essere basato su informazioni sbagliate, chissà che cosa può essere dietro, io non sono un 007 per poter rispondere a questa domanda ma sono sicuro che prima di tutto le indagini non sono ancora cominciate e quando cominciano le indagini il collega Masoumi Nejad potrebbe dimostrare la sua completa innocenza e lui non sarà più in fermo, solo che il danno è stato fatto nei confronti di un collega e questo noi non dobbiamo accettare.
E quindi possiamo parlare di un grave atto di diffamazione?
Penso di sì perché prima di dare le notizie così grave alla stampa bisogna aspettare le indagini. Questo è un colpo di scena. Non posso sapere che cosa è successo esattamente ma sono sicuro dell'innocenza di questo collega perché lavorando con lui per molti anni, Masoumi Nejad ha sempre rispettato la legge in Italia, ha fatto dei bellissimi servizi che davano anche una buona immagine del paese che lo ospita.
A cura di Amani