
IL "CASO" DELL'ARRESTO IN ITALIA DEL GIORNALISTA "APPARE COME UN ATTO DELLA NUOVA POLITICA ITALIANA NEI CONFRONTI DELL'IRAN, VOLUTA E ORDINATA DA ISRAELE".
Molto difficile o impossibile credere che un collega come Hamid Masoumi-Nejad sia una spia o commerciate d’armi. Un collega di altissima professionalità, dedico tutto il suo tempo ai servizi televisivi e gode di grande rispetto. Non è la prima volta che in Italia vengono rivolte accuse infondate contro persone innocenti. Il caso di Masoumi provoca reazioni nel mondo giornalistico e nel suo Paese la Repubblica Islamica dell’Iran.
L'ambasciata iraniana a Roma ha presentato una richiesta per poter visitare in carcere Hamid Masoumi-Nejad,il giornalista della tv Irib arrestato nei giorni scorsi nell'ambito di un'operazione contro “il traffico illegale” di armi verso la Repubblica islamica.
E' quanto si legge sul sito della televisione iraniana Press Tv, dove si ricorda che Masoumi-Njead, fortemente critico nei confronti delle politiche di Silvio Berlusconi,"aveva ricevuto ripetute minacce da parte delle autorità italiane perle sue coperture sugli scandali del governo e sui sempre più stretti legami con Israele".
Secondo Press Tv, l'ambasciatore Mohammad Ali Hosseini ha presentato una richiesta ufficiale di incontrare il giornalista rinchiuso in un carcere di Torino dopo aver parlato con i suoi famigliari, ai quali ha promesso che farà il possibile per ottenere al più presto il suo rilascio. Due giorni fa, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran aveva definito "politicamente motivato" l'arresto del corrispondente in Italia della tv Irib, accusa cui aveva replicato il ministro degli Esteri Franco Frattini,parlando di una reazione "scomposta" da parte di Teheran e sottolineando che gli arresti di Mercoledì scorso di cinque italiani e di due iraniani sono avvenuti nell'ambito di "un'indagine indipendente della magistratura italiana".

Il "caso" dell'arresto in Italia del giornalista "appare come un atto della nuova politica italiana nei confronti dell'Iran, voluta e ordinata da Israele". E' quanto si legge sul sito web in italiano della televisione di Stato iraniana 'Irib', all'indomani della convocazione dell'ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, da parte delle autorita' iraniane.
Masoumi, prima dell'arresto, era il corrispondente a Roma della 'Irib'.
L'emittente ritorna quindi sulla recente visita in Israele del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "E' degno di nota che nell'ultima visita in Israele, il premier italiano Berlusconi aveva promesso alle autorità del regime sionista di intraprendere azioni dure contro l'Iran".
Infine, secondo la 'Irib', per il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast l'arresto in Italia di Masoumi e di un altro iraniano "indicano l'inizio di un'altra sortita propagandistica contro l'Iran".
L'ambasciatore italiano in Iran, Alberto Bradanini, è stato convocato al ministero degli Esteri di Teheran, che gli ha trasmesso una protesta ufficiale e gli ha chiesto spiegazioni sugli arresti, resi noti mercoledì, di due cittadini iraniani in Italia nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico di armi verso la Repubblica islamica.
Teheran chiede l'immediato rilascio dei due iraniani arrestati. Il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast,ha definito l'inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Milano,”un'altra iniziativa propagandistica contro l'Iran”. “Seguiamo seriamente la vicenda - ha aggiunto il portavoce - e l'ambasciatore italiano a Teheran è stato convocato per dare spiegazioni sulla questione”.
La Farnesina ha confermato la convocazione di Bradanini. Fonti locali hanno riferito all'ANSA che l'Iran ha chiesto l'immediato rilascio dei suoi due cittadini, finiti in carcere con cinque italiani: Hamid Masoumi-Nejad,51 anni, giornalista della televisione iraniana accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma, dove è molto conosciuto,e Ali Damirchilu, di 55 anni, arrestato a Torino.
Finora non c'e' stato nessun commento da parte dellaprocura di Milano sulla richiesta avanzata dal ministero degliEsteri iraniano. Dell'indagine, che ha portato anche all'arrestodi cinque italiani,si sta occupando il procuratore aggiuntoArmando Spataro,che ha preferito non rilasciare alcunadichiarazione riguardo la richiesta iraniana.

La televisione di Stato iraniana ha affermato ieri che si tratta di una ''una nuova messa in scena dell'Italia contro l'Iran'' che ''fa parte del piano americano-sionista di accusareingiustamente la Repubblica islamica''.