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 Attualità: NUCLEARE: IRAN; KHAMENEI, AIEA NON INDIPENDENTE

Iran

PECHINO FERMA MOSCA,ANCORA SPAZIO PER NEGOZIATO SU NUCLEARE



La Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei,ha accusato il 28 febbraio scorso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di non essere indipendente e di agire sotto l'influenza degli Usa e di altri Paesi. Certe misure unilaterali dell'organismo delle NazioniUnite porteranno discredito all'Aiea, ha aggiunto Khamenei, citato dalla televisione di Stato, riferendosi ad un rapporto del nuovo direttore generale dell'agenzia, Yukiya Amano, secondo il quale esistono serie preoccupazioni per un possibile fine militare del programma nucleare di Teheran. Mentre, i potici italiani si riscaldano nei confronti di Tehran,non badando nemmeno agli interessi economici dell’Italia,l’America cerca di trattare.

 L'amministrazione Washington continua ad essere impegnata per una soluzione pacifica della questione nucleare iraniana ma al tempo stesso accresce le pressioni nei confronti di Teheran di fronte al rifiuto iraniano di assumersi le proprie responsabilità. Ad affermarlo è stato il segretario di stato americano Hillary Clinton. "Restiamo impegnati a favorire una soluzione pacifica e diplomatica. Ma,l'Iran non si assume le proprie responsabilità e noi stiamo lavorando con i nostri partner della comunità internazionale per accrescere la pressione sull'Iran affinché cambi direzione", ha dichiarato la Clinton prima del suo incontro con il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak.C'e' ancora spazio per il negoziato sul nucleare iraniano. Ne è convinta la Cina che ha lanciato un appello a prolungare i colloqui con Teheran dopoche da Mosca il presidente russo Dmitry Medvedev si era detto pronto a dire sì a nuove sanzioni. "Chiediamo una soluzione della questione nucleare cinese per vie diplomatiche" ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang, "crediamo che le parti coinvolte dovrebbero potenziare lo sforzo diplomatico e premere per portare avanti il dialogo e il negoziato".

 Pechino, che ha grossi interessi nel settore petrolifero iraniano, si é finora rifiutata di dare luce verde all'inasprimento delle sanzioni e oggi è l'unica a restare un passo indietro dopo che al termine dei colloqui che Medvedev ha avuto a Parigi con Nicolas Sarkozy, anche Mosca si è detta disponibile all'ipotesi di ricorrere a nuove sanzioni, seppure come estrema ratio. Ma sul serio Mosca agirebbe così? Sentendo la TV si Stato Moscovita si capsce che la Russia sostiene Tehran e non il contrario. Due alti diplomatici americani sono attesi il 2 marzo a Pechino, dove cercheranno con i loro interlocutoricinesi di riprendere il dialogo tra i due Paesi che ha subito una battuta d'arresto con le polemiche sul commercio, sul Tibet e sulle relazioni con Taiwan. Il primo ministro cinese Wen Jiabao ha affermato sabato scorso che la Cina non vuole che il 2010 sia un anno di scontro con gli Usa. Il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang, parlando in una conferenza stampa il 2 marzo a Pechino, ha affermato di non sapere chi incontreranno Steinberg e Bader. Gli osservatori ritengono che ai primi posti dell' agenda ci sarannola questione dei programmi nucleari dell' Iran e della Corea del Nord.

 
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