
MOALLEM, ISRAELE SMETTA DI GIOCARE A FARE IL DELINQUENTE
“E' arrivato il momento in cui Siria e Israele lavorino insieme per una pace che preveda la restituzione del Golan insieme con l'avvio di relazionidiplomatiche e di amicizia tra i due Paesi e alla cessazione, da parte di Damasco, del sostegno alle organizzazioni che non riconoscono il diritto all'esistenza di Israele”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in un'intervista al quotidiano di Tel Aviv Haaretz. “Stiamo tutti lavorando -ha aggiunto- per una soluzione globale e la presenza italiana in Libano lo testimonià”.

Il 3 febbraio scorso “Israele smetta di fare il delinquente" in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri siriano Walid Moallem avverte lo Stato ebraico, avvisandolo che un possibile conflitto fra i due Paesi assumerebbe i contorni di uno scontro "globale" che "arriverebbe fino alle vostre città". "Israele sta piantando i semi della guerra nella regione - sostiene il capo della diplomazia di Damasco in una conferenza stampa - Voglio dirgli di smettere di giocare il ruolo dei delinquenti nel Medio Oriente". "Un giorno minacciano Gaza - ha proseguito Moallem nella sua arringa contro lo Stato ebraico, con al fianco il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, in visita a Damasco - il giorno dopo minacciano il Libano, poi l'Iran e adesso la Siria. Israeliani, non testate la determinazione della Siria.

Voi sapete che questa volta la guerra arriverebbe fino alle vostre citta'. Ragionate e scegliete la via della pace, questo percorso e' chiaro". Ancora, secondo il capo della diplomazia siriana, "non ci sono dubbi che, se questa guerra scoppiasse, e noi non possiamo escludere questa possibilità da parte di un'entita' creata sulla base del principio dell'espansione, sarebbe una guerra globale, sia che inizi nel sud del Libano o dalla Siria".Malgrado la tensione “Gli Stati Uniti hanno nominatoun ambasciatore a Damasco”, ha annunciato oggi il ministrodegli esteri siriano Walid al Muallim, aggiungendo che la Siria“sta studiando” tale nomina. Washington “ha nominato un ambasciatore. E' una questionesovrana degli Stati Uniti ed è un diritto della Siria studiarela nomina”, ha detto al Muallim parlando con i giornalisti nelcorso di una conferenza stampa assieme al ministro degli esterispagnolo Miguel Angel Moratinos. Al Muallim non ha fornito ulteriori indicazioni, ma neigiorni scorsi, citando ''fonti americane ben informate”, ilquotidiano as Safir di Beirut aveva anticipato la nomina di unnuovo ambasciatore Usa a Damasco, affermando che si tratta di Robert Stephen Ford, attuale numero due presso l'ambasciata Usain Iraq.
Con il cambio di presidenza alla Casa Bianca e l'avvio dellapolitica del dialogo inaugurata da Barack Obama, da circa unanno Washington e Damasco hanno ripreso le loro relazionipolitiche ad alto livello. Nel giugno scorso, gli Stati Unitiavevano ufficialmente annunciato di voler nominare un nuovoambasciatore in Siria, dopo cinque anni di assenza e nell'ambitodel disgelo tra Siria e Stati Uniti.