Pagine visitate
4008382
     Italia News














     World News








     ON line
In questo momento ci sono, 12 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.

Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui
 FINESTRA SUL SUDAN: DELEGAZIONE ASSADAKAH, RAI E ESPRESSO IN SUDAN

Sudan

 

DARFUR

la delegazione era composta da Gianni Perrelli, dell’Espresso, Mario Sanna di Rainewes 24 e Bruno Liconti produttore televisivo che fornisce alla Rai programmi. Il camerman è stato Stefano Rastrelli e infine di Talal Khrais segretario di Assadakah



Su invito del Ministero dell’Informazione una delegazione mista Assadakah e giornalisti Rai e Espresso si è recato in Sudan tra il 24/01/2010 e il 1 febbraio 2010. La delegazione era ospite del Ministero dell’Informazione ed ha avuto incontri abbastanza importanti tra cui il vice presidente della Repubblica Nafle Nafle, il governatore del Darfur Kebir Mohammad Osman e il Ministro della Sanità la sig.ra Boustros. La delegazione giornalistica che visitato il Sudan potrebbe tornare entro 10 giorni per intervistare il Presidente del Sudan Omar Hassan Al Bashir, perché era partito ad Adis Abeba. Della delegazione era composta da Gianni Perrelli, dell’Espresso, Mario Sanna di Rainewes 24 e Bruno Liconti produttore televisivo che fornisce alla Rai programmi.

Il camerman è stato Stefano Rastrelli e infine di Talal Khrais segretario di Assadakah. La prima nostra osservazione è che il Paese molto sicuro per quanto riguarda gli stranieri. Da ricordare che il Sudan ha prossime scadenze e secondo l’accordo di Nivasha del 2005 prevede tre cose importanti: la creazione del governo autonomo nel Sud subito dopo la firma,lo svolgimento delle elezioni politiche e presidenziale in aprile e infine il referendum sulla secessione nel 2011. Purtroppo il Sud dal 2005 il sud vive un Coas totale e non applica la Svaria:l’alcool non è più proibito e la diffusione della prostituzione e la crescita della criminalità mentre il "Movimento di Liberazione Popolare del Sud Sudan" ("Splm")non è più unito dopo la morte di Garang. Figure storiche coma Lama Col e Silva kir e il ministro della Sanità attuale Tabit Boustros sono per l’Unità.

Tutti quelli che abbiamo incontrato sono convinti che il sud dopo l’indipendenza, intendo la nuova repubblica meridionale sarà una polveriera, anche ora a causa delle lotte tra le diverse tribù in assenza di un leader unificatore,che potrebbe esplodere da un momento all’altro,provocando altri problemi nel Corno d’Africa. E’ la posizione dell’inviato speciale degli Stati Uniti in Sudan, Scott Gration,il quale, è riuscito a strappare,il 20 Agosto scorso, raggiungere l’accordo di buon vicinato tra il "Congresso Nazionale("Ncp"), partito del Presidente sudanese Omar Hassan El Bashir,e il "Movimento di Liberazione Popolare del Sud Sudan("Splm"). Paesi come l’Egitto sono molto preoccupati di un eventuale avvento dell’indipendenza che sembra sicuro, per il controllo dell’acqua del Nilo da parte del "Movimento di Liberazione Popolare del Sud Sudan".

 La situazione nel Darfur si è migliorato molto rispetto all’anno scorso, per esempio nel grande campo di profughi chiamato Abu Shok ci sono 37 mila persone,l’anno scorso 56 mila.

 Le Chiese cristiane del Sudan,malgrado loro critiche,speso,al governo del Sudan temono che l’indipendenza si trasformi in bagno di sangue. I padri Comboniani che vivono nel tessuto sudanese temono il peggio. Solo pochi giorni fa hanno fatto un appello a tutte le autorità del Paese e alla comunità internazionale affinché venga assicurata la piena attuazione al Peace Agreement (CPA), l’accordo di pace che dal gennaio 2005 ha determinato l’autonomia del Sud Sudan da Khartoum, fissando per il 2011 il referendum sulla sua eventuale secessione. Darfur non è più priorità per la comunità internazionale ma lo scenario del Sud. Ricordiamo che il 31 gennaio scorso Ban Ki-moon lancia un appello in favore dell'unità del Sudan e contro le mire secessioniste del sud del Paese. Per la prima volta il segretario generale delle Nazioni unite si è rivolto ai leader africani presenti al 14esimo summit dell'Unione africana,affinché operino in favore dell'unità nazionale del sud.

Parlando con molti persone che seguono il Sudan affermano che il referendum che si terra nel gennaio 2011 per decidere dell'indipendenza del sud del Paese non disturberà il governo sudanese e lo stesso presidente del Sudan, Omar Hassan al Bashir vuole rispettare il risultato per due motivi: il primo perché non ci sarà disputa sulla proprietà giacimenti petroliferi, che si trovano proprio a cavallo tra il nord e il sud secondo perché il nord sicuro del fallimento dell’esperienza. Ad esprimere la sua preoccupazione è stato anche il presidente del Kenya Kibaki che nello stesso tempo ha agito positivamente nei confronti del Sudan mettendo a disposizione il proprio impegno per la pacificazione e la ricostruzione dell'area in questione.Per noi il Sudan rimane una priorità in quanto lavoriamo con il Paese Arabo ed Africa no dal 1995. Talal Khrais

 
     Links Correlati
· Inoltre Sudan
· News by talal


Articolo più letto relativo a Sudan:
Sudan: padiglione Italia alla Fiera di Khartoum (gennaio 2008)

     Vota articolo
Punteggio: 0
Voti: 0

Vota questo articolo

Eccellente
Molto Bene
Good
Regular
Bad


     Opzioni

 Pagina Stampabile  Pagina Stampabile

 Invia questo Articolo ad un Amico  Invia questo Articolo ad un Amico

Associated Topics

ItaliaSudan




ASSADAKAH

Generazione pagina: 0.263 Secondi