
Si è tenuto al Cairo, dal 26 al 28 Gennaio 2010 l’Euro-Mediterranean Innnovation Marketplace, organizzato dal Research, Development and Innovation (Rdi) Programme, finanziato dall’Unione Europea.
L’evento è stato costruito con l’obiettivo di rafforzare i legami tra il settore della ricerca e quello dell’industria nonché per promuovere la cultura dell’innovazione e del trasferimento di tecnologia fra i paesi del Mediterraneo
La Fiera e il Forum di Ricerca e Innovazione, interessanti opportunità di incontro per potenziali partner, investitori e clienti, hanno favorito la diffusione di informazioni su nuove invenzioni e tecnologie, dando la possibilità a imprenditori, università e autorità locali di inserirsi nella comunità scientifica e imprenditoriale Euro-Med, di condividere conoscenze e scambiare buone pratiche, di creare reti con i vari attori del mondo della scienza e dell’innovazione e infine, di individuare le questioni di interesse per la comunità scientifica e industriale della regione.
Il Forum si è svolto in concomitanza con la carica di Presidenza dell'Unione per il Mediterraneo dell'Egitto, influenzando in maniera significativa la dimensione politica degli equilibri del Mediterraneo.
Oltre ai rappresentanti istituzionali egiziani, erano presenti anche diversi esponenti politici dei paesi del Medio Oriente, fra cui la Tunisia, il Marocco e il Libano che hanno all’unanimità ribadito il loro interesse ad una politica di cooperazione con l’Europa e con il Medio Oriente.
La fiera dell’innovazione ha visto la partecipazione di più di 200 espositori provenienti da molti paesi (UE, Marocco, Giordania, Germania, Francia, Cipro, Malta) nonché la partecipazione di numerosi organismi internazionali come l'UNESCO, l'UNCTAD e l'International Federation of Journalists. Singolare il padiglione dedicato alla presentazione di progetti ed idee innovative per gli studenti universitari che hanno occupato posizioni di rilievo in concorsi locali e titolari di brevetti internazionali, in particolare nei settori delle energie rinnovabili, ambiente, salute, tecnologie dell'informazione.
L’Egitto e tutto il mondo arabo, stanno portando avanti interessanti programmi di cooperazione sia con l’Europa che con il resto del Medio-Oriente (Marocco, Siria e Libano). A Marzo sarà organizzata una conferenza con tutti i paesi africani sui temi della cooperazione internazionale, della ricerca e dell’innovazione (innovazione a tutto campo, cultura, cervelli, università), dell’ambiente, uso dell’acqua.
La ricerca all’interno delle università è il punto di partenza per uno sviluppo economico durevole. Nel Mediterraneo esiste già una rete di 112 Università che, con Alessandria d’Egitto, cooperano per la ricerca. Il programma per l’Egitto -Research, Development and Innovation (Rdi) Programme- mette a disposizione circa 85 milioni di lire egiziane, circa 12 milioni di euro, una cifra non esorbitante ma sufficiente a costruire reti di relazioni fra Egitto ed Unione Europea e avviare un processo di conoscenza reciproca, soprattutto del sistema di gestione dei programmi comunitari. Di fatto occorre una cooperazione sinergica e un coordinamento fra tutti i programmi dei vari stati europei e del Mediterraneo.
Da un punto di vista dell’innovazione grandi passi avanti sono stati fatti dal 1996, dalla conferenza di Barcellona, passando per i vari programmi Quadro per la ricerca dell’UE e giungendo fino all’attuale settimo programma quadro per la ricerca. L’innovazione è il concetto centrale del processo di sviluppo, perché deve coinvolgere autorità, giovani e cittadini. E’ dal basso che si deve partire per un vero e proprio progetto di innovazione tecnologica. Tutti gli Stati, europei e arabi, possono partecipare a questo processo, utilizzando i loro fondi per contribuire al cofinanziamento dei programm. Allo stesso modo è importante creare una cultura dell’innovazione, della mobilità, dello scambio e di reti per incoraggiare gli Stati a sostenere gli imprenditori. Quelli messi a disposizione dall’UE sono solo alcuni degli strumenti di cooperazione utilizzabili. L’interesse della cooperazione per l’Unione Europea è rappresentato dai benefici comuni che da essa ne derivano; i paesi del sud del Mediterraneo, dal canto loro, hanno dimostrato grandi passi avanti e un forte interesse a cooperare.
Le tematiche affrontate (politiche dell'Unione per il Mediterraneo, Comunicazione Scientifica, cambiamenti climatici, strategie della Scienza e della Tecnologia) hanno promosso l’innovazione a 360 gradi in tutti i settori: innovazione come strumento principale di crescita per i paesi euro-mediterranei.
Una sessione di approfondimento è stata dedicata al tema delle energie alternative e ad altri strumenti per gestire i cambiamenti climatici.
José Alfonso Nebrera Presidente della Associazione europea per l’elettricità solare termale (ESTELA), un’ associazione industriale europea creata per sostenere l'emergente industria elettrica legata al solare termico per la produzione di energia verde in Europa e all'estero, principalmente nella regione del Mediterraneo, descrive l’esperienza della sua società. “ESTELA è stata fondata tre anni fa, e comprende diversi partners di un certo livello, fra cui la SIEMENS. E’una delle più grandi società in Europa per l’energia solare, e si è impegnata per creare il piano solare del Mediterraneo. Stiamo investendo in più di 50 paesi per la definizione di piani solari. L’idea è quella di lanciare un’industria solare in Europa, coinvolgendo ricerca e industria, anche per il Sud del Mediterraneo”.
Alessandra Petrazzelli dell’Intesa San Paolo Eurodesk, descrive l’ attività della banca italiana per supportare gli investimenti nel campo delle energie alternative “Si finanziano eco strutture , mediante il supporto anche a piccole imprese per investire in innovazione ( e nell’industria a ad esso legata). L’intesa San Paolo Eurodesk garantisce assistenza tecnica alle piccole medie imprese e assistenza tecnica per la costruzione di PPP (parternariati pubblici e privati) il tutto per investire in innovazione”
Mr. Abderrahim El Hafidi, direttore del dipartimento elettricità ed energie rinnovabili al Ministero per l’energia, acqua e ambiente in Marocco, spiega come in Marocco vi sia un piano per sviluppare energie alternative e generare efficienza energetica. “Esiste anche un fondo ministeriale per accompagnare lo sviluppo energetico, con una società ad hoc che lo gestisce.”
Ma un aspetto appare cruciale, e di non facile soluzione, tanto da suscitare un dibattito piuttosto animato, ovvero come può essere usata l’energia solare in Egitto?
L’Egitto, terra desertica e potenziale produttrice di energia solare, seppur con tutte le carte in regola per sviluppare progetti di energia rinnovabile, non ha ancora costruito un piano operativo per la produzione di energia alternativa e deve affrontare il gap fra realtà e progetti e potenzialità. In Egitto l’energia alternativa, e in particolare quella solare, è ancora troppo cara. E’ opportuno supportare lo sviluppo di un’industria che produca energia fotovoltaica, per ridurre i costi e gravare meno sull’utenza finale. L’esigenza a cui occorre dare risposta nell’immediato è un piano di azione efficace, soprattutto per lo sfruttamento del deserto, non solo in Egitto ma in tutti i paesi della sponda sud del Mediterraneo.
Secondo Ahmed Darwish, Ministro per lo sviluppo amministrativo in Egitto la ricerca è collegata all’industria, e sostenere l’industria significa creare posti di lavoro e benessere. I paesi si stanno muovendo verso un altro tipo di economia, dall’economia basata sulla conoscenza si è passati a un’economia basata sull’innovazione. “E’ un peccato perdere talenti,-sostiene- dobbiamo al contrario scovarli e incoraggiarli”.
E definisce le tre sfide principali per l mondo arabo: creare posti di lavoro e sostenere chi ha le idee di creare posti di lavoro, migliorare il rapporto fra l’università e l’industria, incentivare i giovani a studiare le materie scientifiche. Di fronte a queste sfide il mondo arabo ha due opportunità:
1. Innovare i sistemi di agricoltura per affrontare i problemi legati all’acqua
2. Lavorare con le energie rinnovabili
La strategia passa per una chiara visione di cosa si vuol mettere in atto. Ma sui bisogni locali è l’Egitto che deve intervenire, nessuno farà la ricerca per risolvere i problemi e le questioni legate solo all’Egitto e per uno sviluppo economico occorre aprire il mercato arabo, così come, qualche tempo fa, ha fatto l’Europa.
Abdalla A. Alnajjar, Presidente della Fondazione Arab Science & Technology, sottolinea che il mondo arabo non ha molti strumenti per dare voce a tutte le idee innovative. “La nostra sfida è quella di cercare un fondo per lo sviluppo delle nostre attività.”
Mouin Hamzè, segretario generale per il Centro di Ricerca Nazionale Libanese, dà risalto al fatto che in Libano più di 50 persone lavorano a fianco della Banca Europea per favorire lo sviluppo tecnologico nel mondo arabo. “Fondamentale è riuscire a reperire i dati sulla scienza e sulla tecnologia. Non tutti i paesi arabi sono in grado ad oggi di recuperare i dati necessari alla ricerca.Esiste un grosso gap fra i paesi del Nord e quelli del Sud fra i paesi arabi. La situazione araba deve essere affrontata in maniera regionale e locale, non tutti i 22 Stati arabi insieme. Gli europei stanno cercando di coinvolgere i paesi arabi, molto più di quanto non stiano facendo i paesi arabi. In ogni caso le iniziative arabe non possono essere confrontate con quelle europee.”
Dr. Aly Al Shafei, Direttore Esecutivo del fondo egiziano per lo sviluppo della scienza e delle tecnologia, evidenzia l’impegno negli ultimi anni dell’Egitto per lo sviluppo della scienza e della tecnologia e i progetti svariati in campo.
Dr. Yasemin Koc, Consulente nel British Council per l’Innovazione e le scienze , descrive come il British Council stia portando avanti un progetto meticoloso di analisi di dati di alcuni paesi arabi (Egitto, Giordania, Pakistan e Quatar) per individuare le possibilità di collaborazione. “Abbiamo lavorato con governi e altre istituzioni per creare un laboratorio di innovazione globale al fine di unire in maniera sinergica le esperienze di ricerca internazionale, legare la ricerca all’innovazione e ai beneficiari finali, impegnare i ricercatori a dialogare con politici e con la più ampia società”
All’evento era presente anche una delegazione di Assadakah Sardegna, che ha colto l’ occasione per costruire buone relazioni e scambiare idee progettuali con alcune istituzioni egiziane (ad esempio la biblioteca alessandrina) e con diverse università del Mediterraneo (Cipro, Libano e Egitto), e programmare la partecipazione ad alcuni bandi europei che saranno pubblicati nei prossimi mesi. Assadakah Sardegna ha valutato positivamente l’esperienza, considerandola un’ottima occasione per sostenere la cooperazione nel Mediterraneo e per la conoscenza reciproca in vista degli strumenti di finanziamento che la Regione Sardegna e l’Unione Europea metteranno a disposizione a sostegno della ricerca scientifica, innovazione nel Mediterraneo, per promuovere la diplomazia, la scienza e la tecnologia, arricchire la cultura e in sintesi rispondere alle grandi sfide del futuro.