
DUBAI - Il primo sistema di trasporto pubblico verde al mondo sarà inaugurato a marzo sull'isola di Sir Bani Yas, un tempo rifugio privato dello sceicco Zayed al Nahyan, padre dell'attuale presidente degli Emirati Arabi Uniti Khalifa, oggi oasi naturale aperta al pubblico.
Il debutto è stato annunciato dall'Autorità per il turismo (Tdci) dell'emirato durante i lavori del Vertice per le energie del futuro (Wfes) che si sta svolgendo nella capitale emiratina.Alla sua terza edizione, il summit è una delle testimonianze di impegno nella ricerca e negli investimenti delle energie rinnovabili intrapresi da qualche anno da Abu Dhabi, a cominciare dall'ambizioso e pionieristico progetto di Masdar, la città ecosostenibile ad "inquinamento zero", fino alle scuole verdi e alla raccolta sotterranea dei rifiuti.
Gli autobus elettrici che correranno lungo gli 87 km quadrati dell'isola, che si trova a 250 km a sud di Abu Dhabi, considerato un santuario ornitologico per le abbondanti specie arabiche ed africane presenti, sono prodotti dalla società americana Design Line Corporation e sono caratterizzati da bassi livelli di rumore, vibrazioni e manutenzione e da "zero emissioni" di carbonio.
"Portare i primi autobus al mondo ad emissione zero a Sir Ban Yas Island è un perfetto esempio di come un'industria del turismo consapevole possa agire", ha dichiarato Lee Tabler, amministratore delegato del Tdic, sottolineando la potenzialità di coniugare il rispetto di delicati habitat naturali con le moderne necessità del turismo.
Durante i lavori del Wefs Abu Dhabi ha, inoltre, annunciato la costruzione di una rete per la cattura ed il deposito di emissioni di carbonio per quattro gruppi di strutture industriali: Emirates Steel, Emirates Aluminium, un impianto per produzione di idrogeno e centrali elettriche che producono il 70% delle emissioni totali.Il progetto, che diventerà operativo tra il 2012 ed il 2014, catturerà i gas di diossido di carbonio alla fonte e ne sfrutterà la capacitàenergetica. Le emissioni intrappolate - cinque milioni di tonnellate all'anno - saranno convogliate nel sottosuolo verso due stazioni petrolifere ed impiegate per innalzare la pressione all'interno delle riserve e facilitare l'estrazione del greggio.
Un contributo, quello derivante dalle centrali elettriche, destinato ad aumentare notevolmente di pari passo alla crescita di domanda di elettricità dagli attuali 6,000 megawatt ai 23,000 stimati per il 2020.